Divinazione o lettura?

“L’ uomo di genio differisce dal visionario e dal pazzo in quanto soltanto le sue creazioni sono analoghe alla verità mentre quelle del visionario e del pazzo sono solo riflessi perduti ed immagini smarrite”

“Dogme de l’Haute Magie” E. Levi.

In questo articolo torniamo a parlare del tarocco e della divinazione.

Abbiamo parlato nelle precedenti “puntate” di archetipi, di inconscio personale ed inconscio collettivo e della possibilità di connettersi ad essi.

Come possiamo legare questi concetti al tarocco?

Innanzitutto vediamo di meglio comprendere cosa si intende per divinazione.
Il termine deriva dal termine latino “divinare” il cui significato è “che appartiene a Dio“.

Divinare quindi non significa semplicemente “prevedere il futuro” ma più propriamente significa attingere ad una conoscenza ispirata e consapevole propria di chi” è simile a un dio”.

La capacità di divinare implica dunque un profondo e lungo lavoro in cui l’ individuo fa esperienza, si mette continuamente in gioco, si osserva e cerca di comprendersi in quanto solo la conoscenza di sé stessi può portare l’uomo a divenire simile a un Dio. Occorre compiere la Grande Opera, ossia percorrere i vari gradini che consentono di produrre una graduale metamorfosi personale e spirituale. Per usare delle simbologie alchemiche, la materia prima, la Pietra grezza, viene lavorata e sgrezzata fino ad ottenere la pietra filosofale cosicché il piombo possa trasformarsi in oro.

Ovviamente trattasi di allegorie dell’anima umana.

Il mondo inconoscibile parrebbe essere infatti formato da più piani, e i piani inferiori, intendendo per essi quelli più vicini alla realtà fisica, risulterebbero essere un velo di quelli superiori.

Mano a mano che squarciamo un velo ci ritroviamo sul piano superiore e i fenomeni psichici di poco conto, o fuorvianti ed illusori nei piani inferiori, divengono pura consapevolezza intuitiva in quelli superiori.

La domanda che spesso mi viene posta è come siano possibili le varie arti mantiche.

Ricordo che manzia (da cui l’arte di leggere le carte è cartomanzia) deriva dal greco “manteia” e significa “pratica della divinazione”.

Riporto le parole di Dion Fortune (“La Cabala Mistica”):
“L’ anima dell’ uomo è come una laguna collegata al mare universale da un canale sommerso; sebbene a chiunque guardi dall’esterno appaia circondata da terra, nondimeno il livello delle sue acque sale e scende con la marea per effetto del canale”,

Lo stesso dicasi della nostra consapevolezza individuale (coscienza), collegata all’Anima Mundi (inconscio collettivo) tramite il nostro inconscio per effetto del quale partecipiamo ai flussi e riflussi delle maree universali.

E come si crea il collegamento tra l’anima dell’ uomo e l’anima Mundi?

Ad esempio attraverso la lettura degli archetipi contenuti all’interno del tarocco.

L’archetipo, lo ricordiamo, viene usato attualmente per indicare in ambito filosofico, la forma preesistente e primitiva di un pensiero (ad esempio l’idea platonica) e in psicologia analitica da Jung ed altri autori, per indicare le idee innate e predeterminate dell’inconscio umano.

Dovrebbe dunque risultare ora chiaro che chiunque può tentare o provare ad usare i tarocchi per fare una “lettura”, ma non a tutti sarà concesso di “vedere” passato presente e futuro in maniera chiara e attendibile.

Nel Talmud si legge: “Chi è Sapiente? Colui che percepisce il futuro

Ma cosa è la Sapienza per la conoscenza ebraica?

E’ la Mente Pura e Indifferenziata ossia l’espressione del pensiero che non è ancora stato frammentato in idee; è la pura forza mentale che trascende il tempo, il livello al di sopra di tutte le Divisioni. Al livello di Sapienza il presente, il passato e il futuro non sono ancora stati separati e pertanto è possibile avere una visione chiara del futuro così come la possiamo avere del presente e del passato.

E come si arriva al livello di Sapienza (Chakhmah)?

Percorrendo i Sentieri dell’ Albero della Vita che portano oltre l’Abisso di Daath verso la Comprensione (Binah) delle idee Separate.

Infatti Sapienza, essendo indifferenziata, necessita di una iniziale separazione delle idee affinché le stesse possano essere comprese e ciò avviene al livello di Comprensione (il livello immediatamente successivo a Sapienza).

Immaginiamo l’acqua (Sapienza) che scorre dentro un tubo (Comprensione), ossia un liquido indifferenziato e privo di forma fintantoché non venga incanalata ed indirizzata all’interno di un sistema di condutture.

Sapienza è infatti il Principio Maschile (Padre, Abba), ossia una forza creatrice non canalizzata e fruibile solo allorquando vine delineata, racchiusa e incanalata nell'”utero” femminile (Comprensione, il Principio Femminile ossia l’Immah, la Madre).

Mi vengono in mente il matrimonio mistico tra Sole e Luna, simbolo arcaico e affascinante dell’alchimia, oppure le nozze tra Animus e Anima Junghiane, perfetto equilibrio tra Maschio e Femmina.

La ricomposizione della parte maschile con quella femminile della psiche, nonché il valore e l’importanza primaria che gli Alchimisti davano ai due archetipi Sole/Oro e Luna/Argento nella creazione della Pietra Filosofale, possono trovare un riscontro in quanto appena detto sopra; siamo dunque di fronte a metafore della necessità della spinta individuale a riunire le parti fondanti del proprio Sé (conscio ed inconscio, personale e collettivo) perché si compia l’individuazione e la successiva riscoperta della nostra parte divina.

Conquista l’altra metà di te stesso!” parrebbero incitare queste allegorie.

È all’interno del proprio essere che l’iniziato dovrebbe sperimentare il matrimonio alchemico tra Sole e Luna, e solo allorquando, come nel Vangelo di Tommaso, “del maschio e della femmina” faremo “un unico essere” saremo completi.

Nei giorni in cui Eva si trovava in Adamo la morte non c’era; la morte sopravvenne allorché Eva fu separata da lui. Se rientra in lui, se egli la prende in sé, la morte non ci sarà più”.

Vangelo gnostico di Filippo

E mentre l’amore tra un uomo e una donna porta al concepimento di una nuova vita, così la delineazione di Sapienza e Comprensione, da cui sorgerebbe la Psiche differenziata (conscio, inconscio personale e inconscio collettivo), darebbe origine al dualismo e alla nascita della realtà così come la conosciamo poiché soggetta alle limitazioni del tempo e dello spazio.

Curiosamente la parola “cuore” in ebraico si scrive LamedBeth il cui valore ghematrico è 32; e 32 sono i sentieri di Sapienza del nostro albero (con le sue 10 Sephiroth e i 22 Sentieri) che come sappiamo rappresentano uno strumento per salire gli scalini della scala mistica che separano l’uomo dalla sua essenza divina.

Sefirot

E come si salgono gli scalini del nostro Albero?

Se suddividiamo l’albero in 3 Pilastri:

– pilastro Centrale, dell’Equilibrio (Malkuth, Yesod, Tipheret, (daath) e Kether (neutro)
– pilastro di Sinistra, della Severità (Hod, Geburah, Binah), (femminile, passivo)
– pilastro di Destra, della Misericordia (Netzach, Chesed, Chakhmah) (maschile, attivo)

potremo notare con facilità che, a parte Malkuth che rappresenta l’ ultima manifestazione del divino, all’interno dell’albero troviamo tre triangoli formati ognuno da un principio maschile (es. Netzach, sfera emotiva), uno femminile (es. Hod, sfera mentale) che una volta equilibrati consentono all’iniziato di conquistare, nell’ esempio specifico, Yesod (la sfera astrale e immaginativa).

albero-4-piani.jpg

Siamo di nuovo di fronte alle due polarità che si fondono, quella maschile e quella femminile, quella costruttiva e quella distruttiva (pilastro di destra e pilastro di sinistra).

Il Pilastro Centrale dovrebbe essere visto invece come i vari gradini verso la consapevolezza a cui si giunge togliendo i vari veli.

In Malkuth, la nostra sfera fisica, vi è la sola consapevolezza sensoriale! …ed è qui che si risolvono la maggior parte delle letture di tarocchi..

In Yesod siamo di fronte allo psichismo astrale.

In Tipheret, una volta superato il velo di Paroketh, arriveremo alla consapevolezza illuminata, in quanto siamo di fronte alla consapevolezza dell’Io Superiore portato nella personalità.

In Kether, superato l’ Abisso della Conoscenza di Daath, giungeremo al ricongiungimento del Sé Superiore (l’angelo) con l’inconscio collettivo (il daimon) giungendo alla conversazione con quello che il noto occultista A. Crowley chiamò il Santo Angelo-Demone Custode. Qui siamo nella sfera di Atziluth, il regno del Divino.

Queste suddivisioni ci danno una visione di quel dover salire gli scalini verso la “sapienza” per poter divinare, rappresentando gli stessi degli step con un crescendo di consapevolezza intuitiva e dunque di attendibilità.

Colui che si appresta a divinare senza aver compiuto la grande opera rischia di navigare al buio nel basso astrale e di specchiarsi dunque nelle acque del proprio inconscio scambiando le proprie visioni per una realtà oggettiva e veritiera.

In pratica non tutti i fenomeni di origine psichica sono di per Sé utili e reali, potendo gli stessi essere espressione del nostro inconscio piuttosto che l’espressione di verità universali.

L’utilizzo del tarocco dovrebbe essere dunque visto, vissuto e proposto come un atto sacro mentre in molti casi la cartomanzia oggigiorno fa parte di un meccanismo legato ad un consumismo indiscriminato piuttosto che di un percorso evolutivo e trasformativo dell’essere umano.

Ognuno di noi dovrebbe rendersi conto della grande responsabilità che si ha nel leggere la vita di un’altra persona e ancor più ci si dovrebbe rendere conto della grande responsabilità che si ha nel trasmettere un messaggio invisibile, impercettibile e frutto della comprensione e della consapevolezza intuitiva.

Articolo scritto a cura di Njadyr, 30 marzo 2019

Vi consiglio inoltre la lettura dell’articolo sotto riportato che riprende alcuni argomenti trattati in questo articolo.

https://madamemabeltorino.com/2019/03/15/il-tarocco-esoterico-una-visione-iniziatica/

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Bibliografia

“Dogme e rituelle de l’Haute Magie” – Eliphas Levi, Atanor, 1983

Il Giardino dei Melograni” – Israel Regardie, CdL, 2018

“La Cabala Mistica” – Dion Fortune, Astrolabio, 1973

“Sepher Yetzirah” – Libro della Creazione, Aryeh Kaplan, Spazio Interiore 2016

“Enciclopedia Treccani” – Divinazione

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