Sentiero della mano destra o della mano sinistra? …al “bivio”

“Ho sempre cercato di capire e spiegare il soprannaturale, piuttosto che credere nel soprannaturale. Il verbo “credere” lo uso poco. Se conosci non hai bisogno di credere o di proseguire a tastoni, aggrappandoti alla fede”

 

“Sei una Maga? Sei una Strega? Magia Bianca o Magia Nera? Sentiero della mano destra o sentiero della mano sinistra? Io uso la magia solo a fin di bene, e tu?”

Domande spesso mal poste da parte di chi poco o nulla conosce di un percorso vecchio come è vecchio il mondo.

La magia è la scienza che, da sempre, studia i misteri della Natura e le sue Leggi, il mistero della creazione dell’Universo e dunque dell’uomo stesso. Si dovrebbe o vorrebbe giungere all’origine e alle leggi che governano il tutto.

Poi da sempre presunti maghi e streghe o false credenze hanno indotto a utilizzare certe energie senza conoscerne i segreti, ma attenzione a tentare di soggiogare ciò che non si conosce poiché si rischia di venirne soggiogati.

C’è una vera e una falsa scienza, una magia divina e una infernale, cioè bugiarda e tenebrosa. L’adepto adopera una forza che conosce, il ciarlatano abusa di una forza che ignora.
Il “Diavolo” si dà al Mago mentre il ciarlatano si dà al Diavolo.
Il Mago è sovrano della natura mentre il ciarlatano non ne è che profanatore.

Dogme de l’Haute Magie, E. Levi

Le mode ci portano ad osannare Dio o Satana, la Luce o il Buio, il Bene o il Male.

Una cosa è giusta o sbagliata in un eterno Dualismo.

Ma se ci fosse una seconda Via?
Una via che riesca ad andare al di là del singolo giudizio di fronte al quale decido in maniera arbitraria e cieca se situazioni, parole, pensieri o azioni siano giusti o sbagliati? Ma giusti o sbagliati rispetto a cosa? Rispetto all’etica? Ai dettami di una religione? Alle regole di una società?

La Natura selvaggia e crudele è dunque sbagliata?

In Natura è l’istinto che guida la vita di ogni essere vivente e dunque ogni essere vivente è esattamente in grado di compiere, pena l’estinzione, ciò che deve per vivere il più a lungo possibile.

L’istinto! Nell’uomo mi piace chiamarlo “consapevolezza“, ossia quell’intuito e profonda saggezza che nascono allorquando una volontà forte ed allenata diviene intelligente poiché guidata dalla vera comprensione.

E la Comprensione dell’invisibile, in modo puro passivo e ricettivo, si rende possibile solo allorquando la Mente si arrende.

Volontà e Comprensione si integrano infatti solo al di sopra dell’abisso cabalistico laddove la facoltà analitica, e dunque il pensiero, perdono ogni complessità.

E colui che percorre il sentiero della mano destra, la via mistica, è destinato dunque a comprendere presto che ogni giudizio è falso in quanto semplice legame tra l’ego e il non ego.

Ed esiste un momento in cui l’iniziato si troverà di fronte alla scelta se superare quell’abisso in modo che la volontà venga guidata dalla saggezza dell’invisibile, oppure rimanere al di sotto dell’abisso e fare della cecità uno stile di vita.

Il Bivio..

Dunque parrebbe che solo compiendo la Grande Opera sia possibile per il Mago comprendere i disegni dell’universo, stabilirne l’indirizzo, diventando così cosciente delle proprie azioni.

Coloro che invece rifiutano tale percorso non avranno mai rivelata la meta e si troveranno a percorrere il sentiero della mano sinistra.

Senza avere chiari i misteri dell’universo ogni azione rischia di divenire come un corpo estraneo all’interno del macrocosmo alimentando la vana speranza di poter far girare l’universo secondo i propri capricci.

“Un rituale di potenza è come una causa legale tra due controparti. Ci sono spiriti che stanno portando in una direzione e spiriti che vengono indirizzati a far cambiare quella direzione o quell’evento.”

“Classico l’esempio di quella congrega di fratelli neri, che decise di colpire uno scienziato che in pochi giorni morì, ma la stessa congrega non riuscì nell’intento quando si trattò di Pasteur perché il destino aveva decretato che doveva vivere per salvare molte persone con le sue scoperte”, disse Crowley.

Mi ritrovai a meditare su questo concetto nuovo che ribaltava idee e convinzioni fino ad allora radicate nella mia Coscienza. Iniziai a fare un bizzarro collegamento con l’Arcano VI, “Gli Amanti”.

Bizzarro perché non ricordavo di avere mai letto nulla di simile ed inizialmente il collegamento mi parve forzato, ma pian piano nuovi elementi vennero alla luce.

Tra le varie lame parrebbe essere quella che ha subito maggiori variazioni ed ancora oggi contiene diverse varianti.

Due innamorati che si promettono uno all’altra dandosi la mano destra nel sacro rito della “conjuctio manuum“, come nei quattrocenteschi tarocchi di Visconti.

Al di sopra della coppia aleggiano Eros e la sua variante di cupido (bendati o meno) e più tardive rappresentazioni di amorini.

Il Tarocco di Marsiglia ad esempio continua la struttura triadica cambiando profondamente i personaggi; al centro un giovane che parrebbe essere messo di fronte alla scelta tra due donne dalle opposte caratteristiche fisiche e spirituali. Questa scena ricorda l’episodio mitologico in cui Eracle fu chiamato a scegliere tra “Vizio” e “Virtù“.

Nel corso dei secoli Cupido lascia spazio anche ad un officiante che celebra il sacro Matrimonio Alchemico come nel celebre mazzo di Aleister Crowley.

Nonostante le varianti però il tema fondamentale su cui verte la carta sembra essere sempre la parola “scelta”, e ci si trova di fronte ad un bivio.

Il giovane Eracle è ancora preda del dualismo e pertanto si trova a dover scegliere tra il “Vizio” e la “Virtù”.

Nel matrimonio alchemico la conjuctio manuum, quel sacro tenersi stretti per la mano destra, parrebbe invece compiere l’unione degli opposti, ponendo “l’androgino” oltre l’abisso e dunque sul sentiero della, guarda caso, mano destra.

Cabalisticamente gli amanti sono rappresentati dalla lettera ebraica Zain che curiosamente congiunge Tipheret (la ragione illuminata) a Binah (il Grande Mare espressione della Coppa della vera comprensione). Curioso anche che tale sentiero conduca oltre l’abisso e che possa intravedersi in esso il percorso che porti l’adepto a porsi in atteggiamento passivo e ricettivo affinché il Grande Mare di Binah possa riempire la Coppa di vera comprensione.

Ma è soprattutto interessante notare che la lettera ebraica Zain, così come riportato nello “Sepher Jetzirah” venga fatta appartenere al campo archetipico dei mezzi di locomozione contenendo dunque il senso dell’andare, potendosi così ravvedere in esso il senso di vocazione dell’uomo a percorrere sentieri di crescita e maturazione.

Nell’universo della Qabbalah abbiamo la figura di Caino che potrebbe rappresentare l’inquieto vagabondare e quindi il livello inferiore dell’andare. Su di lui grava il peso dell’errore e la condanna ad “errare ramingo sulla terra“.

L’aspetto superiore dell’andare può essere interpretato da Abramo, che lascia la sua terra non per esigenze materiali ma per esigenze spirituali e soprattutto per un misterioso bisogno dell’anima; “cammina in fronte a me e sii perfetto” lo esorta la voce.

Sentiero della mano sinistra e sentiero della mano destra..

Curioso anche che Zain significhi “spada” e che la spada con le sue due lame rappresenti la facoltà analitica, ossia il pensiero che come già detto crea divisione fintanto che rimane complesso, tenendoci così incatenati ad una illusione.

E se vi dicessi ancora che l’arcano VI si riferisce al segno zodiacale dei Gemelli, governati da Mercurio?

I Gemelli, altrimenti noti come i Dio Oscuri che con il loro dualismo si oppongono all’Unità.

E Mercurio è il Dio Hermes, l’androgino in cui il principio maschile e femminile si sono fusi come nel matrimonio alchemico. Non per nulla il suo simbolo è il caduceo, ossia il bastone su cui si attorcigliano i due serpenti, simbolo della colonna vertebrale su cui le due correnti Ida e Pingala (una maschile e l’altra femminile) risvegliandosi e risalendo dal centro sacrale fino alla centro coronale portano al risveglio della Kundalini.

Certo è che ora a me risulta difficile attribuire agli Amanti la storica e credo oramai declassata visione del “tradimento”, e voi?

Cosa dunque è giusto e cosa è dunque sbagliato quando come persona mi trovo a dover giudicare l’operato o la vita o una situazione di un altro essere umano? Conosco io il disegno cosmico?

Umanamente parlando, dal momento che le logiche divine non mi sono note, cerco di non danneggiare mai, almeno volutamente, alcuno.

Ma dal momento in cui mi discosto dalle logiche umane l’unica cosa che posso fare e lasciarmi andare alla mia giovane ed acerba consapevolezza sperando ella mi guidi il meno ciecamente possibile portandomi pian piano a conoscere i misteri del disegno divino.

 

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Articolo a cura di Njadyr, 22 gennaio 2019

Consiglio inoltre la lettura dell’articolo sugli “Amanti” dell’amico Andrea ed il suo “Viaggio del Matto”:
https://ilviaggiodelmatto.com/2019/01/11/lamovrevx-ercole-tra-il-vizio-e-la-virtu/

Bibliografia

“La Cabala Mistica” – Dion Fortune, Astrolabio, 1973

“Gli Arcani della vita”, Claudio Widmann, Magi Edizioni, 2018

“Magick” – Aleister Crowley, Casa Editrice Astrolabio, 1976

“I tarocchi e l’ Albero della Vita” – C. Marucchi, Psiche2, 2010

P. Battista – Articoli sul web

 

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